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Corno di Mezza Via

Difficoltà: F la cresta sud-est, PD- la discesa per lo spigolo nord-ovest.
Dislivello in salita: 350 m circa dal Piano della Chiusetta.
Materiale utile: casco, corda, alcuni cordini e moschettoni.

Il Corno di Mezza Via è una piccola vetta rocciosa che sorge sul versante sud-est del Marguareis, al culmine di una cresta arrotondata che inizia poco sopra il Piano della Chiusetta. Verso nord-ovest sovrasta con un breve ma aereo spigolo il sentiero che collega la conca di Piaggia Bella al Rifugio Don Barbera. Il nome Corno di Mezza Via è stato coniato dagli speleologi, poiché sorge a metà del cammino tra il Colle dei Signori e la conca di Piaggia Bella. Invece, nella Guida dei Monti d’Italia, Montagna e Montaldo lo chiamano “Dente di Framargal”.
La salita per l’ampia cresta sud-est è un bel percorso al confine tra escursionismo e alpinismo, per pendii erbosi e rocce lavorate dal carsismo. Più aerea e tecnica è la discesa per il breve spigolo nord-ovest, che tuttavia si presenta ben gradinato.

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Itinerario: dal parcheggio di Carnino Superiore (1382 m) si segue il sentiero di accesso al Rifugio Don Barbera fino al Piano della Chiusetta (1815 m, 1.20-1.30 ore). Da qui si vede di fronte l’allungata cresta sud-est del Corno di Mezza Via, caratterizzata nella parte iniziale da rocce calcaree piuttosto ripide e lisce. Per aggirarle, a metà del pianoro si abbandona il sentiero e si va a imboccare il valloncello erboso che costeggia la cresta sulla destra. Dopo un centinaio di metri, si prende a sinistra una comoda rampa erbosa e, proseguendo per facili rocce carsiche, si raggiunge l’ampio crestone del Corno di Mezza Via. Si sale tra le rocce per un poco marcato canalino erboso, fino a un piccolo gruppo di faggi. Proseguendo leggermente a destra per una facile rampa erbosa, si guadagna una spalla. Si continua sull’ampia cresta per facili rocce gradinate (difficoltà discontinue di I grado) e, superato un dosso, si arriva sotto un salto roccioso più ripido. Lo si aggira a sinistra per un canalino erboso piuttosto erto ma gradinato, con rocce affioranti che si usano come appigli. In breve si ritorna sulla cresta, che si rimonta abbastanza facilmente per rocce ed erba, fino al torrione che sembra la vetta ma in realtà è un’anticima, strapiombante sul versante est. Da qui una cresta, larga e quasi orizzontale, porta ai piedi della breve placca inclinata che difende la vetta. Superata la placca (pochi metri di II) si raggiunge facilmente l’ometto di pietre posto sul Corno di Mezza Via (2162 m).

Discesa: dalla vetta si può scendere verso sud sud-ovest per un ripido pendio di rocce ed erba, che non è particolarmente difficile ma richiede comunque attenzione. Molto più elegante è la discesa per l’aereo spigolo nord-ovest: per raggiungere lo spigolo bisogna superare un esposto intaglio tra due spuntoni. Scavalcato il secondo spuntone, si scende in pochi metri a un comodo terrazzino. Si prosegue la discesa lungo lo spigolo ben gradinato (II). Dopo una decina di metri lo spigolo si trasforma in un pendio di rocce ed erba, che porta rapidamente al colletto (2135 m circa) tra il Corno di Mezza Via e la Cima della Gaìna. Poco a monte del colletto passa il sentiero segnalato che collega la conca di Piaggia Bella al Rifugio Don Barbera.

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