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Tête de l’Homme
ALPINISMO
Alpi Cozie meridionali - Gruppo dello Chambeyron
Difficoltà: F+ con il canale innevato (F senza neve)
Dislivello in salita: 470 m circa dal Bivacco Barenghi alla vetta.
Tempo di salita: 1.30 ore circa dal Bivacco Barenghi alla vetta.
Materiale utile: con la neve sono indispensabili ramponi e piccozza.
La sommità della montagna è una cresta quasi orizzontale.
È una caratteristica piramide rocciosa a vertice tronco, situata nel gruppo del Chambeyron, sullo spartiacque principale tra la Val Máira e l’Ubaye. Importante punto nodale, dirama sul lato francese la gigantesca costiera dell’Aiguille de Chambeyron, che è la vetta più alta a sud del Monviso. La sommità della Tête de l’Homme è abbastanza singolare: è una cresta quasi orizzontale, aerea e frastagliata ma di facile percorrenza.
Tête de l’Homme in francese vuol dire “testa dell’uomo”, ma il significato del toponimo non è ben chiaro. Potrebbe far riferimento a qualche antico fatto avvenuto su questa montagna, o più semplicemente alla forma della struttura sommitale, o ancora ad un grosso segnale di pietre (ometto) posto sulla vetta.
La Tête de l’Homme si presenta bellissima e slanciata da tutti i lati, tranne che dalla conca del Lac des Neuf Couleurs, dove mostra la sua faccia meno elegante: il breve e detritico versante sud-ovest, che appare piuttosto informe e schiacciato dal confronto con la vicina, imponente Aiguille de Chambeyron.
Tuttavia il versante sud-ovest è quello più frequentato, perché di lì passa la via più facile per salire sulla panoramica vetta. In estate senza neve presenta difficoltà assai modeste: nella prima parte c’è addirittura una traccia di sentiero tra i detriti. Nella tarda primavera, con neve ben assestata, la salita per la via normale è un poco più difficile, ma certamente più interessante. Ci sono stato il 24 giugno 2004 e ho trovato il canale di salita innevato solo in parte, perché è abbastanza esposto al sole e la neve vi dura assai meno che sui versanti settentrionali.
Itinerario: seguendo l’itinerario n. 87 si rimonta il Vallonasso di Stroppia, in direzione dell’imponente bastionata rocciosa che fa capo al Brec de Chambeyron. A quota 2530 circa si lascia a sinistra la diramazione per il Col de Nubiera e si continua lungo il sentiero principale, che piega verso nord fra massi e detriti. Giunti ad un bivio a quota 2745 circa, si abbandona il sentiero diretto al Col de Gippiera e si segue a destra il “Sentiero Icardi”, che sale in breve al Bivacco Barenghi (2815 m, 3.30 ore circa dallo spiazzo a quota 1686 dove si lascia l’auto).
Si tratta di una piccola costruzione metallica, situata su un ripiano detritico poco sopra la sponda meridionale del Lago del Vallonasso di Stroppia. Di proprietà della Sezione di Cuneo del CAI, dispone di 9 posti letto ed è sempre aperto.
Dal bivacco si procede in direzione nord-est per tracce fra dossi detritici e massi, fino ad incontrare il sentiero che sale ripido al Col de Gippiera (2927 m), ampia depressione detritica posta sulla cresta di confine tra il Brec de Chambeyron e la Tête de la Fréma. Da qui si presentano due possibilità (la variante “b” è consigliabile quando i pendii ai piedi della Tête de la Fréma e della Pointe du Fond de Chambeyron sono coperti di neve ben assestata):
a) Entrati in territorio francese si segue per un breve tratto il sentiero che piega a sinistra verso il Refuge du Chambeyron, quindi si prende a destra la diramazione che scende al Lac des Neuf Couleurs (2841 m), sovrastato a settentrione dall’imponente Aiguille de Chambeyron. Si contorna ad ovest il lago, poi si piega a destra per detriti (o nevai) fino sotto il versante sud-ovest della Tête de l’Homme.
b) Dal Col de Gippiera si sale per un breve tratto verso la Tête de la Fréma, poi si traversa a sinistra tagliando un pendio piuttosto ripido di neve o detriti, sotto le rocce della Tête de la Fréma e della Pointe du Fond de Chambeyron, fino alla conca ai piedi del versante sud-ovest della Tête de l’Homme.
A sinistra della Tête de l’Homme si nota l’evidente depressione del Col du Chambeyron, dalla quale ha origine la lunga cresta est dell’Aiguille de Chambeyron. Poco a destra della verticale del Col du Chambeyron, inizia un ampio canale che sale obliquamente verso la vetta della Tête de l’Homme. In estate il canale è detritico e si rimonta facilmente per tracce di sentiero con segnavia. Ad inizio stagione il canale è innevato almeno in parte e richiede l’uso di piccozza e ramponi (inclinazione 35° circa). Rimontato il canale si sbuca sulla cresta ovest, poco lontano dalla vetta, che si raggiunge salendo a destra per blocchi e lastroni.
Discesa: per la via di salita.
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